Gaslini Alberti, da ottant’anni
la famiglia del vino in terra pisana

Pubblicato il 02 luglio 2019 | 09:42

A Badia Morrona di Terricciola, unica proprietà dal 1939 per 110 ettari di vigne, la maggior parte Sangiovese, e 40 di oliveti. Nei casali, 120 camere e un ristorante.

Seicento ettari di terreno di cui 110 a vigneto, 40 a oliveto e il resto a bosco e seminativo, tra file di cipressi e antichi casali riportati alla vita con una capienza di 120 posti letto e infine un ristorante, La Fornace. E al centro di tutto c’è una badia datata 1089 ancora aperta alle celebrazioni religiose. Siamo a Badia di Morrona di Terricciola (Pi), nel cuore della val d’Era, una realtà guidata dal 1939 dalla stessa famiglia, i Gaslini Alberti, con passione e lungimiranza sulle potenzialità di un territorio e puntando fin dall’inizio ai massimi standard qualitativi possibili.
L’azienda è guidata dal 1939 dalla stessa proprietà
Negli anni ’90 l’amore per i grandi vini spinse la famiglia all’acquisizione di un’altra azienda vitivinicola in Piemonte con 15 ettari vitati, i Poderi dei Bricchi Astigiani, certificata biologica. Ma l’impegno della famiglia, e in particolare di Filippo Gaslini Alberti, è soprattutto nella produzione toscana di grande personalità, e la vocazione alla produzione di Sangiovese è stata valorizzata con vigneti che occupano oltre la metà della superficie vitata. Ma anche ad altri vitigni bene ambientati come Cabernet, Sirah e Merlot il terroir sa donare eccellenti risultati grazie alla selezione clonale studiata in rapporto alla composizione dei suoli.
L’azienda può contare su 110 ettari vitati
Ma è dalla terra che comincia tutto e la conduzione agronomica di vigneti e oliveti non può per i Gaslini Alberti prescindere dall’assoluto rispetto per i ritmi della natura. Quindi agricoltura integrata con minimo uso di antiparassitari e concimazione organica con letame bovino e ovino, come si faceva una volta. C’è attenzione, inoltre, alle energie alternative con quattro impianti fotovoltaici che coprono l’80% del fabbisogno mentre le acque sono fitodepurate e riutilizzate per l’irrigazione. Criteri virtuosi hanno anche guidato la ristrutturazione dei casali destinati alla ricettività e nel ristorante le due cuoche, Antonella e Renella, celebrano la più genuina tradizione contadina, seguendo i ritmi delle stagioni, con abbondante uso di erbe spontanee. La cacciagione – cinghiali, caprioli e colombacci – viene dalla riserva aziendale e salumi, carni e formaggi sono acquistati da selezionati produttori locali.
La cantina è disposta su sei piani
Cuore pulsante di Badia di Morrona è la cantina. È articolata su sei livelli, anche se non sembra perché è stata realizzata con una divisione razionale e totalmente interrata. L’ingresso è nell’area vinificazione con le sue vasche in acciaio termocondizionate, poi si è già al secondo livello con l’area imbottigliamento. Con due rampe di scale si arriva al terzo livello dove ci sono altre vasche in acciaio, ma più piccole, destinate ai vini bianchi. Al quarto livello c’è una grande sala rotonda dove botti e barrique custodiscono l’evoluzione dei principali vini aziendali. Si arriva poi al quinto piano dove si trovano le vasche di cemento, particolarmente adatte allo stoccaggio dei vini in pre-imbottigliamento. Al piano superiore, come tradizione, c’è la vinsantaia con i caratelli dove il vino con i classici tre uvaggi Trebbiamo, Malvasia e Colombana, riposa per almeno 5 anni. Sono 11 le etichette di vino toscane di Badia di Morrona, mentre l’azienda piemontese, i Poderi dei bricchi Astigiani, ne produce 5, tra Doc e Docg.

Il Sangiovese, vitigno principe toscano, viene vinificato in purezza in due etichette: nella docg i Sodi del Paretaio e nella doc Vigna Alta. Tra gli altri apprezzati blend, il Chianti Sodi del Paretaio Docg, il Toscana Rosso Igt Taneto, N’antia, e il Rosso della Badia. Tre i bianchi, tutti Igt: Felciaio, Vermentino in purezza, Bianco della Badia e La Suvera. Nei vini l’uso della solforosa è ridotto al minimo attraverso un lavoro di riduzione dei vini sulle proprie fecce fini in modo da mantenerli protetti naturalmente dall’azione dell’ossigeno. Non si è resistito alla tentazione di fare anche una grappa con le vinacce fresche affidate a una distilleria. L’olio extravergine Badia di Morrona è frutto di una selezione delle tipiche cultivar toscane come Frantoio, Moraiolo e Leccino con raccolta manuale anticipata e frangitura a freddo entro poche ore.
Il ristorante all’interno dell’azienda
L’azienda è anche una delle tappe più visitate tra i percorsi enoturistici in terra pisana. La bellissima badia che le dà il nome, con l’annesso monastero, ha una lunga storia da raccontare. Edificata alla fine dell’XI secolo dai Conti di Fucecchio insieme ad altre tre badie, fu prima dei benedettini e poi dei camaldolesi. Successivamente, affascinato dalla bellezza del sito, il vescovo di Volterra ne fece la sua residenza privata. Dopo il 1870, con la nascita delle Stato italiano, fu trasformata e venduta a privati. L’acquisizione da parte dei Gaslini Alberti risale al 1939 quando rilevarono tutto il complesso e l’estensione agricola. Nell’antico chiostro vengono spesso organizzate cerimonie ed eventi speciali.

Molto meno estesa – 15 ettari vitati – ma egualmente condotta con passione dalla famiglia del vino dai Gaslini Alberti è l’azienda astigiana Poderi dei Bricchi Astigiani. La Barbera è il vitigno più coltivato in questa parte del Piemonte ed è alla base della produzione, anche in blend con il Merlot. Tra le etichette le docg Bricco del Perg e il Barbera D’Asti e le Doc Bricco San Giovanni Monferrato Rosso e il Rosato Doc Bricco Preje, oltre al Blanc De Noirs metodo Classico, Pinot Nero in purezza.

Per informazioni: badiadimorrona.it

Autore: Mariella Morosi

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